Faq

Quanto mi costa rifare la cromatura?

Bella domanda… un occhio della testa…
Quando bisogna ritrattare un particolare vecchio e rovinato purtroppo bisogna rimuovere tutti i
trattamenti esistenti e poi mandarla da un pulitore per lucidarlo; spesso esistono delle corrosioni e
la semplice lucidatura non basta ed allora bisogna prima smerigliare l’oggetto, rifinirlo con carte
abrasive sempre più fini e terminare lucidandolo con paste abrasive.
Questa operazione è fatta manualmente, richiede ore di lavoro e non garantisce un perfetto risultato;
non sempre si riesce a pulire bene ovunque ed a volte le corrosioni sono così profonde che non si
possono rimuovere se non rovinando l’oggetto.
La successiva nichelatura e cromatura, rendendo l’oggetto molto lucido, rende anche molto evidenti
tutte le imperfezioni non rimosse meccanicamente.
Concludendo se non si tratta di un ricordo o comunque di un oggetto non sostituibile (es. parte di
una vettura d’epoca) è sempre preferibile comprare un ricambio nuovo o sostituire l’intero
oggetto..

Ho una pentola in rame

Se si vuole ottenere una cottura uniforme e veloce è necessario che il calore venga distribuito
velocemente in tutta la padella anche per evitare che il cibo bruci in corrispondenza del luogo ove
viene applicata la fonte di calore (es fiamma)
Le sostanze che conducono meglio il calore sono nell’ordine Argento, Rame, Oro,
Alluminio (laminato); visto che le pentole in argento costerebbero troppo e inoltre è richiesta una
frequente pulizia, nei secoli si è affermato il rame come materiale principe.
Se uno usasse la pentola in rame per cucinare la polenta non ci sarebbe alcun problema, questo si
pone quando una persona vuole cucinare alimenti acidi (ad esempio il sugo di pomodoro), in questo
caso il rame (o meglio il suo ossido) potrebbe reagire sciogliendo parte del metallo nel cibo e visto
che il rame in grandi quantità è tossico…

I nostri nonni hanno quindi imparato che ricoprendo l’interno di una pentola in rame con uno strato di stagno non perdevano molto in conducibilità e ottenevano uno strato compatibile con i cibi.
Per fare questo i calderai (chiamati anche stagnini), scaldando la pentola ad alta temperatura, con
delle bacchette di stagno vergine applicavano internamente uno strato metallico di qualche
millimetro.

Il trattamento elettrolitico che può fare la Galvanica Fenoglio deposita (sia internamente che
esternamente uno strato di pochi millesimi di millimetro (circa 10 µm, per riferimento il diametro di un capello è mediamente 100 µm); questo spessore è troppo poco per essere funzionale ed essendo lo stagno un materiale molto tenero dopo pochi utilizzi sarebbe rimosso.
La tecnologia attuale prevede uno strato di teflon che oltre ad isolare chimicamente rende anche
antiaderente la pentola.

Ho trovato un oggetto antico in bronzo

Per prima cosa bisogna vedere se è veramente bronzo o non è un rifacimento recente in zama con
successivo trattamento galvanico per nobilitarlo e invecchiarlo.
La ZAMA (Zinco Alluminio Magnesio Antimonio) è una lega di facile formabilità e per questo
motivo è spesso usata per realizzare oggettistica metallica di forma elaborata (orecchini, fibbie di
cinture, sculture, ecc.) ma ha il grosso problema che è di colore grigiastro e si ricopre facilmente di
una patina tenera (ossidi dei metalli costituenti la lega) che è facilmente asportabile macchiando, le
zone a contatto, di nero

Per questo motivo raramente viene lasciata “nuda” ma viene rivestita di metalli nobili (Rame,
Nichel, Argento, Oro) o leghe (Ottone); il problema della zama è che è facilmente corrodibile nelle
soluzioni acide e quindi richiede un trattamento preliminare in rame al cianuro (sono in studio
soluzioni meno tossiche ma al momento i risultati non sono ancora ottimali); successivamente si
applica uno strato di nichel lucido (o palladio per la bigiotteria) per renderlo brillante e si finisce
con oro o argento (o altri trattamenti desiderati)

Per ottenere l’effetto oggetto antico si deposita uno strato elevato di ottone (o argento) seguito da
uno strato sottilissimo di nichel nero; mediante pomice e successivamente legnetti cerati si rimuove
il nichel dalle parti salienti mentre in tutte le “valli” il nichel rimane lasciando l’effetto di ossidi vecchi non rimossi (il tutto può poi essere verniciato per mantenere nel tempo l’effetto).
A questo punto come facciamo a capire se l’oggetto è veramente in bronzo massiccio o una volgare
imitazione?

Per prima cosa il peso (a parità di volume il bronzo pesa circa il triplo), poi basta prendere l’oggetto e (in una zona non in vista) con una punta (o una limetta) scalfire in profondità (almeno un paio di millimetri altrimenti non rimuovete tutti i trattamenti esistenti) l’oggetto: se rimane giallo allora è bronzo (o ottone) mentre se appare il grigio-biancastro è probabilmente zama.
Se è di ottone o bronzo (e non ci sono tracce di vernice trasparente) potete pulirlo con del normale
“sidol” (o similare) oppure provare con del succo di limone o se volete un lavoro perfetto portarlo
da un pulitore che mediante panni e abrasivi lo lucida alla perfezione e, per mantenerlo bello nel
tempo, dovete poi far applicare uno strato di vernice trasparente.

Se è zama potete tenerlo così o buttarlo, purtroppo la zama non è ritrattabile in quanto qualsiasi trattamento, atto a rimuovere i metalli nobili presenti, prima aggredisce la zama, poi gli altri quindi l’oggetto viene irrimediabilmente distrutto; se uno cerca di “andare sopra” i trattamenti esistenti
(senza rimuoverli) non ottiene mai un bel lavoro.

Alcune volte potrebbe trattarsi di particolari in lega di ferro che è stato ottonato o trattato ad effetto bronzo; in questo caso basta usare una normale calamita, se attacca è ferro; in questo caso il trattamento può essere rifatto (ma non da noi in quanto non abbiamo quei tipi di trattamenti).

Ho un oggetto verniciato che voglio cromare

Il problema principale deriva dalla rimozione dello strato esistente di vernice
Non deve MAI essere rimosso mediante sabbiatura in quanto questa irruvidisce l’oggetto e lo rende
non più recuperabile (la cromatura di un particolare sabbiato risulta spenta e non brillante); se la
verniciatura è di tipo “al solvente” basta un’immersione in un normale solvente alla nitro ma di solito si tratta di vernici polimerizzate in forno o applicate mediante cataforesi.
In questo caso bisogna intervenire con appositi sverniciatori in pasta (molto tossici) lasciandoli
agire per un tempo considerevole e poi agire manualmente mediante spazzole per rimuovere le
tracce più ostinate.

Dopo che avete sverniciato completamente il particolare (se ne lasciate anche una traccia minima
viene inficiato tutto il lavoro successivo) si può procedere con la rimozione degli eventuali altri
trattamenti esistenti.

A questo punto il particolare può essere inviato ad un pulitore che mediante nastri abrasivi, panni e
paste abrasive lo rende perfettamente lucido.

Dopo lucidatura il particolare può essere nichelato e cromato.
Come potete notare il ciclo è molto complesso ed oneroso e non è detto che alla fine si riesca ad
ottenere l’effetto desiderato; spesso vengono venduti particolari per moto sia nella versione cromata (che costa carissima) che nella versione verniciata (più economica); di solito tutti i particolari
vengono cromati poi quelli che non sono accettabili non vengono buttati ma vengono verniciati quindi un particolare che viene venduto verniciato è perché ha difetti estetici, che lo rendono non accettabile nella finitura cromata, e che non possono essere rimossi.

Ho un oggetto di alluminio che voglio cromare

Ultimamente è venuta la mania di voler cromare particolari in alluminio.
L’alluminio e il cromo sono materiali dissimili ed è difficilissimo ottenere una buona adesione; un
particolare che a primo impatto sembra ben realizzato dopo qualche tempo può far evidenziare dei distacchi (sotto forma di bolle anche microscopiche) che producono infiltrazioni di sostanze corrosive che aggrediscono l’alluminio di base e provocano fessurazioni e distacchi quindi a meno che il particolare non venga conservato all’interno di un’abitazione io sconsiglio il trattamento.
A tal proposito vorrei citare un episodio; una persona mi ha portato in visione un cerchione in
alluminio cromato appartenente ad una vettura fabbricata in USA.
Con l’uso fra lo strato di cromo e l’alluminio si sono infiltrate sostanze che hanno corroso lo strato
superficiale di alluminio della ruota creando il distacco del cromo e rendendo il cerchione non più
utilizzabile e quasi impossibile un ciclo di restauro e recupero.

Ho un letto in ottone che si è rovinato

Per prima cosa bisogna capire se è un letto in ottone o in ferro ottonato quindi si prende una
normale calamita, se attacca è ferro ottonato.
Purtroppo non è facile trovare che può rifare l’ottonatura di particolari così grossi; in Veneto
sicuramente ci sono tante galvaniche attrezzate ma qui in Piemonte non ne conosco.
Se invece la calamita non attacca è probabile che sia in ottone quindi bisogna andare da un pulitore
che sia in grado di rimuovere lo strato di vernice trasparente, quindi lucidare a specchio il tutto e
riapplicare uno strato di vernice trasparente (per evitare che annerisca in breve tempo)
La VERNIPULL (347 55 20 300) è in grado di effettuare queste lavorazioni