Nichel elettrolitico

Il nichel è usato per preservare dalla corrosione i particolari costruiti in lega ferrosa; essendo un materiale nobile funziona come un impermeabile impedendo agli agenti corrosivi di raggiungere il materiale ferroso di base, l’eventuale apparizione della “ruggine” è dovuta alla porosità dello strato, non è quindi detto che maggior spessore corrisponda a maggior resistenza.
Inizialmente il processo di nichelatura forniva uno strato grigio senza caratteristiche estetiche poi negli anni sono stati studiati apposite sostanze livellanti e splendogene ed oggi il nichel si presenta di un bel colore brillante ed altamente riflettente; per questo motivo oggi viene usata la nichelatura anche per rendere esteticamente belli anche particolari in leghe di rame, leghe di alluminio, zama, ecc.
Per ottenere il massimo effetto qualitativo le superfici debbono essere già lucide in partenza: se la superficie iniziale è ruvida lo strato resterà opaco; se esistono righe o crateri questi dopo trattamento risulteranno accentuati.
Nonostante la presenza degli additivi che aumentano la capacità livellante e la penetrazione il trattamento è sempre di tipo elettrochimico e quindi risente dell’effetto elettrico derivante dalle “punte” quindi avremo uno spessore più elevato in prossimità dei bordi e uno spessore inferiore negli angoli interni
I diametri interni, con un alto rapporto lunghezza/diametro possono risultare non nichelati verso il centro (se passanti) o sul fondo (se ciechi)

Nichel chimico

Il nichel chimico è un processo autocatalitico che consente la deposizione di uno strato di nichel metallico sulla superficie di particolari.
Non essendo vincolato dalla corrente elettrica lo strato ottenuto interessa tutte le superfici “bagnabili” quindi si dice normalmente che lo strato è uniforme in tutti i punti.
Questo è vero per particolari semplici ove è facile e rapido il ricambio di liquido sulle superfici (la soluzione è movimentata per aumentare il ricambio); il problema si pone in quelle zone in cui il ricambio non è veloce (sottosquadra, fori ciechi) e quindi la soluzione potrebbe “esaurirsi” (o comunque diminuire la sua concentrazione in metallo) e di conseguenza ci troveremo con uno spessore inferiore in quelle zone; i fori ciechi aventi diametro ridotto non risultano “bagnabili” all’interno e di conseguenza non prendono il trattamento
Il nichel chimico ha anche la caratteristica di essere molto duro (circa 650 HV, Durezza equivalente a quella di un acciaio temprato a 58 HRc); è possibile ottenere durezze superiori, anche 1000 HV (eq 76 HRc) ma per fare questo è necessario un trattamento termico a 400 °C per 24 ore e non sempre ciò è fattibile.
Normalmente lo strato di nichel depositato è di circa 10 µm, occasionalmente si arriva a 30-35 µm ma in questo caso le caratteristiche estetiche e dimensionali iniziano a peggiorare notevolmente, nello strato iniziano ad inglobarsi con maggiore frequenza le impurità disperse (nonostante la filtrazione continua particelle metalliche continuano ad essere presenti e quando si depositano sul pezzo vengono inglobate) rendendo il deposito ruvido e poroso; inoltre la velocità di deposizione rallenta con lo spessore e quindi i tempi di trattamento diventano eccessivi
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