cromatura torino, cromatura auto d'epoca
FAQ

Quanto mi costa rifare la cromatura  

Ho una pentola in rame

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Se si vuole ottenere una cottura uniforme e veloce è necessario che il calore venga distribuito velocemente in tutta la padella anche per evitare che il cibo bruci in corrispondenza del luogo ove viene applicata la fonte di calore (es fiamma)

Le sostanze che conducono meglio il calore sono nell’ordine Argento, Rame, Oro, Alluminio (laminato); visto che le pentole in argento costerebbero troppo e inoltre è richiesta una frequente pulizia, nei secoli si è affermato il rame come materiale principe.


Se uno usasse la pentola in rame per cucinare la polenta non ci sarebbe alcun problema, questo si pone quando una persona vuole cucinare alimenti acidi (ad esempio il sugo di pomodoro), in questo caso il rame (o meglio il suo ossido) potrebbe reagire sciogliendo parte del metallo nel cibo e visto che il rame in grandi quantità è tossico... (NOTA: se volete pulire bene del vecchio rame basta strofinare con del succo di limone).
I nostri nonni hanno quindi imparato che ricoprendo l’interno di una pentola in rame con uno strato di stagno non perdevano molto in conducibilità e ottenevano uno strato compatibile con i cibi.
Per fare questo i calderai, scaldando la pentola ad alta temperatura, con delle bacchette di stagno vergine applicavano internamente uno strato metallico di qualche millimetro
Il trattamento elettrolitico che può fare la Galvanica Fenoglio deposita(sia internamente che esternamente uno strato di pochi millesimi di millimetro (circa 10 µm, per riferimento il diametro di un capello è mediamente 100 µm); questo spessore è troppo poco per essere funzionale ed essendo lo stagno un materiale molto tenero dopo pochi utilizzi sarebbe rimosso.
La tecnologia attuale prevede uno strato di teflon che oltre ad isolare chimicamente rende anche antiaderente la pentola

 

Ho trovato un oggetto antico in bronzo

 

 

Per prima cosa bisogna vedere se è veramente bronzo o non è un rifacimento recente in zama con successivo trattamento galvanico per nobilitarlo e invecchiarlo.

 

 

La ZAMA (Zinco Alluminio Magnesio Antimonio) è una lega di facile formabilità e per questo motivo è spesso usata per realizzare oggettistica metallica di forma elaborata (orecchini, fibbie di cinture, sculture, ecc.) ma ha il grosso problema che è di colore grigiastro e si ricopre facilmente di una patina tenera (ossidi dei metalli costituenti la lega) che è facilmente asportabile macchiando le zone di nero


Per questo motivo raramente viene lasciata “nuda” ma viene rivestita di metalli nobili (Rame, Nichel, Argento, Oro) o leghe (Ottone); il problema della zama è che è facilmente corrodibile nelle soluzioni acide e quindi richiede un trattamento preliminare in rame al cianuro (sono in studio soluzioni meno tossiche ma al momento i risultati non sono ancora ottimali); successivamente si applica uno strato di nichel lucido (o palladio per la bigiotteria) per renderlo brillante e si finisce con oro o argento (o altri trattamenti desiderati)
Per ottenere l’effetto oggetto antico si deposita uno strato di ottone (o argento) seguito da uno strato sottilissimo di nichel nero; mediante pomice e successivamente legnetti cerati si rimuove il nichel dalle parti salienti mentre in tutte le valli il nichel rimane lasciando l’effetto di ossidi vecchi non rimossi (il tutto può poi essere verniciato per mantenere nel tempo l’effetto)
A questo punto come facciamo a capire se l’oggetto è veramente in bronzo massiccio o una volgare imitazione?
Per prima cosa il peso (a parità di volume il bronzo pesa circa il triplo), poi basta prendere l’oggetto e (nella zona non in vista) con una punta (o una limetta) scalfire in profondità (almeno un millimetro) l’oggetto: se rimane giallo allora è bronzo (o ottone) mentre se appare il grigio-biancastro è probabilmente zama.
Se è di ottone o bronzo potete pulirlo con del normale “sidol” (o similare) oppure provare con del succo di limone; se è zama potete tenerlo così o buttarlo, purtroppo la zama non è ritrattabile in quanto qualsiasi trattamento atto a rimuovere i metalli nobili presenti, prima aggrediscono la zama, poi gli altri quindi l’oggetto viene irrimediabilmente distrutto; se uno cerca di “andare sopra” i trattamenti esistenti (senza rimuoverli) non ottiene mai un bel lavoro.

 

Bella domanda... un occhio della testa...

Quando bisogna ritrattare un particolare vecchio e rovinato purtroppo bisogna rimuovere tutti i trattamenti esistenti e poi mandarla da un pulitore per lucidarlo; spesso esistono delle corrosioni e la semplice lucidatura non basta ed allora bisogna prima smerigliare l’oggetto, rifinirlo con carte abrasive sempre più fini e terminare lucidandolo con paste abrasive.


Questa operazione è fatta manualmente, richiede ore di lavoro e non garantisce un perfetto risultato; non sempre si riesce a pulire bene ovunque ed a volte le corrosioni sono così profonde che non si possono rimuovere se non rovinando l’oggetto.
La successiva nichelatura e cromatura, rendendo l’oggetto molto lucido, rende anche molto evidenti tutte le imperfezioni non rimosse meccanicamente.

 

Concludendo se non si tratta di un ricordo o comunque di un oggetto non sostituibile (es. parte di una vettura d’epoca) è sempre preferibile comprare un ricambio nuovo o sostituire l’intero oggetto.

 

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